Bando Brevetti+ 2026: 20 milioni per valorizzare i brevetti

Bando Brevetti+ 2026: 20 milioni di euro per valorizzare i brevetti delle PMI

Il bando Brevetti+ 2026 è l’incentivo gestito da Invitalia per aiutare micro, piccole e medie imprese a trasformare un brevetto in valore economico reale. La dotazione è di 20 milioni di euro e il contributo è a fondo perduto, fino a un massimo di 140.000 euro per impresa. Le domande si presentano online a partire dalle ore 12:00 del 25 novembre 2026, con procedura a sportello fino a esaurimento delle risorse.

Avere un brevetto non basta: serve una strategia per portarlo sul mercato, ingegnerizzarlo, tutelarlo e inserirlo nei processi produttivi. Brevetti+ finanzia proprio questo passaggio, coprendo l’acquisto di servizi specialistici di consulenza. Il decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è datato 28 settembre 2026 e Invitalia ha dato notizia dell’apertura il 9 ottobre 2026.

In questa guida trovi chi può partecipare, quanto si può ottenere, quali spese sono ammesse, come si presenta la domanda e quali errori evitare. Mancano poche settimane all’apertura dello sportello: prepararsi per tempo fa la differenza.

Cos’è Brevetti+ 2026 e a cosa serve

Brevetti+ è una misura agevolativa che finanzia l’acquisto di servizi specialistici per la valorizzazione economica di un brevetto. L’obiettivo, indicato dal decreto, è sviluppare una strategia brevettuale e accrescere la competitività delle PMI in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

La misura è gestita da Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Ecco i numeri chiave.

Elemento Dettaglio
Dotazione finanziaria 20.000.000 euro
Tipo di agevolazione Contributo a fondo perduto (regime de minimis)
Importo massimo 140.000 euro per impresa
Apertura sportello 25 novembre 2026, dalle ore 12:00 alle 18:00
Giorni successivi Dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 18:00, se restano fondi
Riserva rating di legalità 5% delle risorse
Soggetto gestore Invitalia

Una quota pari al 5% dei fondi è riservata alle imprese in possesso del rating di legalità al momento della domanda. Se la riserva non viene utilizzata entro 30 giorni dall’apertura dello sportello, le somme tornano nella dotazione generale.

Chi può partecipare al bando Brevetti+ 2026

Possono presentare domanda le PMI, anche di nuova costituzione, con sede legale e operativa in Italia. Sono considerate di nuova costituzione le imprese nate nei 12 mesi precedenti la domanda. Oltre a questo, l’impresa deve trovarsi in una di queste quattro situazioni:

  1. Brevetto italiano concesso: titolarità di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia dopo il 1° gennaio 2025, oppure licenza esclusiva trascritta all’UIBM su un brevetto con la stessa data di concessione.
  2. Domanda nazionale: titolarità di una domanda nazionale di brevetto depositata dopo il 1° gennaio 2024 con rapporto di ricerca con esito “non negativo”.
  3. Brevetto europeo: brevetto concesso dall’EPO e convalidato in Italia dopo il 1° gennaio 2025, oppure brevetto con effetto unitario dal 1° gennaio 2025.
  4. Domanda europea o internazionale: domanda depositata dopo il 1° gennaio 2024, con rapporto di ricerca “non negativo”, che rivendichi la priorità di una domanda nazionale non già agevolata nei precedenti bandi Brevetti+.

Per i brevetti di cui al primo punto, le tasse di mantenimento in vita, se dovute, devono essere pagate al momento della domanda.

Requisiti da possedere alla data della domanda

  • Iscrizione al Registro delle imprese.
  • Pieno e libero esercizio dei diritti civili, nessuna liquidazione volontaria, nessuna procedura concorsuale.
  • Rispetto dell’obbligo di assicurazione contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali.

Chi resta escluso

Non possono presentare domanda le imprese escluse dagli aiuti de minimis ai sensi del regolamento UE 2023/2831 e quelle con procedimenti amministrativi in corso connessi a revoche per indebita percezione di risorse pubbliche.

Quanto vale il contributo: percentuali e importo massimo

Il contributo copre di norma fino all’80% dei costi ammissibili, con un tetto di 140.000 euro. Le percentuali cambiano in base al profilo dell’impresa.

Profilo dell’impresa Copertura massima dei costi ammissibili
Impresa standard 80%
Impresa con certificazione di parità di genere 85%
Contitolare con un ente pubblico di ricerca (Università, enti di ricerca, IRCCS) o licenziataria esclusiva di un brevetto di tali enti, già trascritta all’UIBM 100%

Un esempio pratico: una PMI con un piano di servizi da 150.000 euro di costi ammissibili e senza certificazione di genere può ottenere fino a 120.000 euro (80%). Con la certificazione si sale a 127.500 euro (85%). In ogni caso il tetto resta 140.000 euro.

Cumulo con altre agevolazioni

L’agevolazione non è cumulabile con altri aiuti, anche de minimis, riferiti alle stesse spese. Sono fatte salve la garanzia del Fondo di garanzia per le PMI sull’eventuale finanziamento bancario per la parte di piano non coperta dal contributo e le agevolazioni fiscali che non costituiscono aiuto di Stato.

Spese ammissibili: i servizi finanziabili per Macroarea

Il contributo finanzia servizi specialistici, al netto di IVA, strettamente collegati alla valorizzazione economica del brevetto. Il decreto li divide in tre Macroaree.

Macroarea Servizi ammessi
A. Progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione (incluso Proof of Concept) Studio di fattibilità; progettazione produttiva; prototipo e aumento del TRL; firmware per macchine a controllo numerico; architettura software (senza scrittura del codice); test di produzione; certificazioni di prodotto o processo; servizi erogati da Università, IRCCS ed enti pubblici di ricerca
B. Organizzazione e sviluppo Organizzazione dei processi produttivi; analisi di nuovi mercati geografici e settoriali; strategia di comunicazione, promozione e presidio dei canali distributivi
C. Tutela della proprietà industriale Accordi di segretezza; accordi di concessione in licenza del brevetto

Le regole del piano dei servizi

  • Il progetto non può basarsi su una sola tipologia di servizio.
  • Deve esserci almeno un servizio della Macroarea A.
  • Le spese delle Macroaree B e C, insieme, non possono superare il 20% del piano.
  • I pagamenti vanno fatti solo con bonifico bancario, indicando nella causale gli estremi della fattura.
  • Le fatture non possono essere di data pari o antecedente alla domanda telematica.
  • Ogni fattura deve riportare il CUP assegnato in fase di domanda, pena l’inammissibilità.

Fornitori non ammessi

Impresa e fornitori non devono avere partecipazioni societarie reciproche. Sono esclusi, tra gli altri, amministratori, soci e dipendenti dell’impresa e i loro prossimi congiunti, le società in cui compaiono questi soggetti, i contitolari del brevetto, le persone fisiche senza partita IVA e il soggetto che cede la licenza d’uso del brevetto.

Come presentare la domanda: procedura passo per passo

La misura funziona a sportello: le domande sono valutate in ordine cronologico di presentazione. Ecco i passaggi.

  1. Preparazione: raccogli preventivi dei fornitori, documentazione sul brevetto e business plan prima dell’apertura.
  2. Compilazione online: la domanda si compila solo tramite la procedura informatica di Invitalia, secondo gli schemi pubblicati sul sito.
  3. Firma digitale: tutta la documentazione deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante.
  4. Invio: dalle ore 12:00 del 25 novembre 2026 e, se restano fondi, nei giorni lavorativi successivi dalle 10:00 alle 18:00.
  5. Assegnazione del CUP: la piattaforma rilascia il codice, da riportare su ogni fattura.

Sezioni della domanda

La richiesta comprende liberatoria privacy, sezione anagrafica, presentazione dell’impresa, descrizione del brevetto e del suo stato nell’iter, obiettivi di valorizzazione economica, piano dei servizi richiesti e risultati attesi.

Documenti da allegare

  • Dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà su requisiti di ammissibilità, qualifica di PMI, aiuti de minimis, regolarità contributiva, assenza di partecipazioni con i fornitori, assenza di altri aiuti sulle stesse spese e assenza di procedimenti di revoca.
  • Dichiarazione sull’assolvimento dell’obbligo di assicurazione catastrofale.
  • Documentazione sullo stato dell’iter di brevettazione o sulla titolarità del brevetto.
  • Prova del pagamento delle tasse di mantenimento, se dovute.
  • Preventivi dettagliati con impegno in giornate/uomo.
  • Business plan previsionale sulla valorizzazione del brevetto.
  • Eventuale certificazione di parità di genere.

Ogni proponente può presentare una sola domanda, e il brevetto non deve essere già stato agevolato nei precedenti sportelli né oggetto di un’altra domanda sullo stesso sportello. Domande non conformi o non firmate digitalmente decadono automaticamente.

Valutazione, concessione ed erogazione del contributo

Dopo la verifica delle condizioni di accesso, Invitalia valuta il merito del progetto. Gli esiti vengono comunicati entro 180 giorni dalla presentazione della domanda.

I criteri di valutazione

  • Credibilità della strategia di valorizzazione, anche rispetto al business plan, alla copertura territoriale del brevetto e alla copertura finanziaria dell’intero progetto.
  • Coerenza ed efficacia dei servizi rispetto al progetto.
  • Idoneità, professionalità ed esperienza dei fornitori scelti.
  • Congruità dei costi, in termini di costo giornata/uomo e numero di giornate.

L’iter prevede anche un colloquio con l’impresa. Invitalia può chiedere chiarimenti via PEC: la risposta va inviata entro 15 giorni. In caso di motivi ostativi, le controdeduzioni vanno presentate entro 10 giorni dal ricevimento della comunicazione.

Concessione e firma dell’atto

Con l’esito positivo viene emesso l’atto di concessione. Il legale rappresentante deve restituirlo firmato digitalmente entro 30 giorni dal ricevimento, pena la decadenza dalle agevolazioni.

Le modalità di erogazione

Tipo di erogazione Importo Termine e condizioni
Anticipazione Fino al 30% del contributo Richiesta entro 3 mesi dalla firma dell’atto; serve fideiussione bancaria o polizza assicurativa pari all’importo anticipato
SAL intermedio Tra il 30% e il 60% del contributo Richiesta entro 12 mesi dalla firma; relazione sullo stato di avanzamento e fatture, anche non quietanzate
Saldo Quota residua Richiesta entro 45 giorni dalla conclusione del piano; fatture quietanzate e relazione finale

Il piano dei servizi deve concludersi entro 18 mesi dalla ricezione dell’atto di concessione firmato. I costi vanno pagati e contabilizzati entro i 30 giorni successivi. Prima della prima richiesta di erogazione l’impresa deve registrarsi sulla piattaforma Knowledge Share, dedicata alla valorizzazione della ricerca pubblica. Invitalia eroga le quote entro 60 giorni da una richiesta completa, dopo il monitoraggio per il saldo, svolto anche da remoto e su un campione di almeno il 5% dei progetti presso la sede operativa.

Vantaggi e opportunità del bando Brevetti+ 2026

  • Contributo a fondo perduto: non va restituito, fino a 140.000 euro.
  • Copertura elevata: dall’80% fino al 100% dei costi ammissibili in presenza di collaborazione con la ricerca pubblica.
  • Apertura alle startup: le imprese costituite da meno di 12 mesi possono partecipare.
  • Anticipo disponibile: fino al 30% subito dopo la concessione, con garanzia.
  • Servizi a 360 gradi: dal prototipo alle certificazioni, dallo studio di mercato agli accordi di licenza.
  • Leva sulla ricerca pubblica: i servizi di Università, IRCCS ed enti di ricerca rientrano nella Macroarea A.

Criticità e aspetti da considerare prima di candidarsi

  • Procedura a sportello: conta l’ordine cronologico di invio, quindi la documentazione deve essere pronta prima del 25 novembre.
  • Possibile sospensione: le domande senza copertura finanziaria vengono sospese e decadono se non emergono economie entro 6 mesi dalla chiusura dello sportello.
  • Regole rigide sulle fatture: CUP obbligatorio, bonifico con causale corretta, nessuna fattura anteriore alla domanda.
  • Scelta dei fornitori: legami societari o familiari con l’impresa rendono il servizio non ammissibile.
  • Divieto di licenza anticipata: concedere in licenza il brevetto prima della fine del piano dei servizi può portare alla revoca.
  • Tempi stretti post-concessione: 30 giorni per firmare l’atto, 18 mesi per chiudere il piano, 45 giorni per il saldo.
  • Brevetto rifiutato: per le domande di brevetto, un provvedimento di rifiuto della concessione esclude dalle agevolazioni o ne comporta la revoca.

FAQ: Domande Frequenti su Brevetti+ 2026

Cos’è Brevetti+ 2026?

Brevetti+ 2026 è un incentivo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, gestito da Invitalia, che finanzia a fondo perduto servizi specialistici per valorizzare economicamente un brevetto. La dotazione è di 20 milioni di euro.

Quando si presenta la domanda per Brevetti+ 2026?

Le domande si presentano dalle ore 12:00 del 25 novembre 2026. Il primo giorno lo sportello resta aperto fino alle 18:00. Se restano fondi, si prosegue nei giorni lavorativi successivi, dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 18:00.

Quanto si può ottenere con Brevetti+ 2026?

Il contributo massimo è di 140.000 euro. Copre fino all’80% dei costi ammissibili, l’85% con certificazione di parità di genere e il 100% per chi è contitolare o licenziatario esclusivo con un ente pubblico di ricerca.

Chi può partecipare al bando Brevetti+ 2026?

Possono partecipare micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia, anche costituite negli ultimi 12 mesi, titolari di un brevetto o di una domanda di brevetto con i requisiti di data e rapporto di ricerca previsti dal decreto.

Quali brevetti sono ammessi al bando?

Sono ammessi brevetti italiani concessi dopo il 1° gennaio 2025, brevetti europei convalidati in Italia o con effetto unitario dal 2025, domande nazionali depositate dopo il 1° gennaio 2024 e domande europee o internazionali con priorità nazionale, tutte con rapporto di ricerca “non negativo” dove richiesto.

Quali spese sono finanziabili con Brevetti+ 2026?

Sono finanziabili servizi di progettazione e industrializzazione (Macroarea A), organizzazione e sviluppo (Macroarea B) e tutela della proprietà industriale (Macroarea C). Almeno un servizio deve appartenere alla Macroarea A e le Macroaree B e C non possono superare il 20% del piano.

Come si presenta la domanda per Brevetti+ 2026?

La domanda si compila solo online sulla piattaforma di Invitalia. Tutta la documentazione va firmata digitalmente dal legale rappresentante. Domande presentate in modo diverso o senza firma digitale decadono automaticamente.

Cos’è il CUP e perché è obbligatorio?

Il CUP è il Codice unico di progetto, rilasciato dalla piattaforma al momento della domanda. Deve comparire su tutte le fatture dei servizi agevolati: le fatture senza CUP non sono ammissibili.

Si può avere un anticipo del contributo?

Sì. Si può chiedere fino al 30% del contributo concesso, entro 3 mesi dalla firma dell’atto di concessione, presentando una fideiussione bancaria o una polizza assicurativa di importo pari alla somma anticipata.

Entro quanto tempo si conosce l’esito della domanda?

Invitalia comunica gli esiti istruttori entro 180 giorni dalla presentazione della domanda. Le richieste di chiarimenti sospendono i termini dell’istruttoria fino alla risposta dell’impresa.

Quanto tempo c’è per realizzare il piano dei servizi?

Il piano dei servizi deve concludersi entro 18 mesi dalla ricezione dell’atto di concessione firmato. La richiesta di saldo va inviata entro 45 giorni dalla conclusione, pena la revoca delle agevolazioni.

Brevetti+ è cumulabile con altri incentivi?

No, non è cumulabile con altri aiuti sulle stesse spese, anche de minimis. Restano ammessi la garanzia del Fondo di garanzia PMI sul finanziamento bancario e le agevolazioni fiscali che non sono aiuti di Stato.

Conclusione

Il bando Brevetti+ 2026 è un’occasione concreta per le PMI e le startup che hanno già investito nella tutela di un’invenzione e ora vogliono portarla sul mercato. Con 20 milioni di euro di dotazione e fino a 140.000 euro a fondo perduto, può finanziare buona parte del percorso che va dal prototipo alla strategia commerciale. La procedura a sportello premia chi arriva preparato: business plan solido, preventivi coerenti e fornitori selezionati con attenzione fanno la differenza.

Il consiglio è di usare le settimane che mancano al 25 novembre per verificare i requisiti del brevetto, impostare un piano dei servizi equilibrato tra le Macroaree e predisporre la documentazione firmata digitalmente. Per valutare se la tua impresa può accedere al contributo e costruire una candidatura solida, puoi affidarti a un partner esperto.

Contatta Sofia Consulting

Fonti di riferimento: comunicato Invitalia su Brevetti+ 2026 e Decreto direttoriale del 28 settembre 2026.