Smart&Start Italia 2026: nuove regole e polizza catastrofale

Smart&Start Italia 2026: le nuove regole, il tutoraggio esteso e l’obbligo della polizza catastrofale

Smart&Start Italia 2026 cambia volto con il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) del 13 luglio 2026. La misura, pensata per sostenere la nascita e lo sviluppo delle startup innovative su tutto il territorio nazionale, viene aggiornata per adeguarsi alla nuova definizione di startup innovativa introdotta dalla legge 16 dicembre 2024, n. 193. Tra le novità più rilevanti spicca l’introduzione, tra i requisiti da rispettare per accedere all’agevolazione, degli obblighi assicurativi contro i danni provocati da calamità naturali ed eventi catastrofali.

Per chi gestisce una startup innovativa o sta valutando di costituirne una, capire come cambia Smart&Start Italia 2026 è essenziale per non perdere l’accesso a un finanziamento che può arrivare fino a 1,5 milioni di euro.

Cos’è Smart&Start Italia e a chi è rivolto nel 2026

Smart&Start Italia è l’incentivo, istituito nel 2014, dedicato alla nascita e alla crescita delle startup innovative in Italia. Lo sportello è gestito da Invitalia e resta attualmente aperto: le domande si presentano online attraverso la piattaforma dedicata.

Con il decreto MIMIT pubblicato sul sito ministeriale il 2 settembre 2026 (datato 13 luglio 2026), cambia in particolare la platea dei beneficiari. Nella versione precedente della scheda MIMIT, l’accesso era riservato alle startup innovative di piccola dimensione costituite da non più di 60 mesi. Nella scheda aggiornata, invece, i beneficiari sono le startup innovative che rientrano nella categoria di micro, piccola o media impresa, secondo i requisiti dell’articolo 25 del decreto-legge 179/2012, così come modificato dalla legge 193/2024.

Questo significa che, per verificare l’ammissibilità a Smart&Start, non basta più guardare solo all’età della società: è necessario accertare l’effettivo possesso e mantenimento dello status di startup innovativa secondo la nuova disciplina, comprensiva del riferimento alla definizione europea di PMI.

Tutoraggio tecnico-gestionale: cosa cambia

Una delle modifiche più concrete introdotte dal decreto riguarda i servizi di tutoraggio tecnico-gestionale. Nella nuova configurazione, questi servizi sono riservati alle imprese costituite da non più di 36 mesi alla data della domanda, per un valore di 10.000 euro.

Nella disciplina precedente, invece, il tutoraggio era destinato alle startup costituite da non più di 12 mesi, con un valore di 15.000 euro nelle regioni del Mezzogiorno e 7.500 euro nel resto d’Italia. Il nuovo assetto amplia quindi la fascia temporale delle imprese che possono beneficiare dell’accompagnamento tecnico e gestionale, anche se con un valore economico intermedio rispetto ai due importi precedenti.

Business plan e conversione in fondo perduto: le semplificazioni del 2026

Il decreto del 13 luglio introduce anche “ulteriori semplificazioni delle procedure per la valutazione dei piani di impresa”, come chiarito dal MIMIT. Restano centrali i quattro criteri utilizzati da Invitalia per l’istruttoria:

  • competenze tecniche, organizzative e gestionali del team;
  • carattere innovativo dell’idea;
  • sostenibilità economico-finanziaria del progetto;
  • fattibilità tecnologica e operativa.

Sono previste inoltre premialità per i progetti sviluppati in collaborazione con organismi di ricerca, incubatori, acceleratori e Digital Innovation Hub.

Il decreto interviene anche sulla conversione del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto, possibilità esistente già dal 2022. Il nuovo provvedimento introduce specificazioni sugli investimenti nel capitale di rischio validi ai fini della conversione: una startup beneficiaria che riceve apporti nel capitale da investitori terzi o da soci persone fisiche può chiedere la conversione di una parte del finanziamento in fondo perduto, fino al 50% delle somme apportate, con un limite massimo pari al 50% dell’intero ammontare delle agevolazioni concesse.

La polizza catastrofale tra i nuovi requisiti di accesso

Tra gli aspetti da non trascurare nel 2026 c’è il rispetto degli obblighi assicurativi contro gli eventi catastrofali. Il MIMIT ricorda che questo adempimento rientra tra i requisiti verificati ai fini dell’accesso e dell’erogazione delle agevolazioni Smart&Start.

Si tratta di una novità coerente con l’obbligo, già introdotto nell’ordinamento italiano, per le imprese di dotarsi di coperture assicurative contro i danni causati da calamità naturali. Per le startup che intendono presentare domanda a Smart&Start, verificare la propria conformità a questo requisito diventa quindi un passaggio da non sottovalutare in fase di preparazione della pratica.

Chi può richiedere Smart&Start Italia nel 2026

Possono accedere alla misura le startup innovative micro, piccole e medie, con sede legale e operativa in Italia, iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese. Possono presentare domanda anche le persone fisiche che non hanno ancora costituito la società: se il progetto viene ammesso, la startup deve essere costituita entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione.

Sono ammesse anche le imprese straniere, a condizione che si impegnino ad aprire almeno una sede operativa in Italia.

Requisito Dettaglio
Forma d’impresa Startup innovativa micro, piccola o media impresa
Sede Legale e operativa in Italia
Persone fisiche Ammesse, con costituzione entro 30 giorni dall’ammissione
Imprese straniere Ammesse con apertura di una sede operativa in Italia
Obblighi assicurativi Copertura contro eventi catastrofali richiesta

Quali progetti finanzia Smart&Start

Il programma deve riguardare attività caratterizzate da almeno uno dei seguenti elementi: significativo contenuto tecnologico e innovativo, sviluppo di prodotti e servizi nell’economia digitale, nell’intelligenza artificiale, nella blockchain o nell’Internet of Things, oppure valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica o privata, compresi gli spin-off della ricerca. I progetti possono essere realizzati anche insieme a organismi di ricerca, incubatori, acceleratori e Digital Innovation Hub.

Quanto finanzia Smart&Start: importi e spese ammissibili

Sono ammessi piani d’impresa compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. Tra le spese finanziabili rientrano:

  • impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche;
  • brevetti, marchi, licenze, certificazioni e know-how;
  • servizi specialistici e tecnologici, compresi marketing e web marketing;
  • personale e collaboratori impiegati nella realizzazione del progetto.

È inoltre finanziabile, nel limite del 20% delle altre spese ammissibili, una quota per il capitale circolante, utile ad esempio per materie prime, servizi, hosting, housing e utilizzo di beni di terzi. Il progetto deve partire dopo la presentazione della domanda ed essere completato entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

Finanziamento a tasso zero: percentuali e condizioni

L’agevolazione principale consiste in un finanziamento senza interessi pari all’80% delle spese ammissibili, con durata massima di dieci anni. La copertura sale al 90% per le startup interamente costituite da donne e/o da giovani fino a 35 anni, oppure quando nella società è presente un dottore di ricerca rientrato dall’estero, alle condizioni previste dalla disciplina.

Per le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il finanziamento viene restituito solo per il 70% dell’importo concesso: il restante 30% non deve essere rimborsato. La stessa agevolazione è estesa, nei limiti delle risorse disponibili, anche alle startup localizzate nei comuni dei crateri sismici individuati dalla normativa.

Risorse disponibili per Smart&Start nel 2026

Alla misura sono ancora associate risorse PNRR per 10 milioni di euro, riservate esclusivamente alle startup femminili, stanziate originariamente con il decreto interministeriale del 24 novembre 2021 e successivamente rimodulate nel 2023. Smart&Start beneficia inoltre delle risorse del Programma nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027, destinate a garantire la continuità degli interventi in Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Al momento non risulta un nuovo stanziamento autonomo specificamente denominato “risorse Smart&Start 2026” collegato al decreto del 13 luglio: il provvedimento modifica soprattutto la disciplina della misura, mentre lo sportello continua a operare sulle disponibilità finanziarie già assegnate.

Come e quando presentare domanda

Non è prevista una scadenza unica: lo sportello è attualmente aperto. La domanda va presentata esclusivamente online tramite la piattaforma Smart&Start gestita da Invitalia, che cura istruttoria, concessione ed erogazione delle agevolazioni, valutando la qualità del team, l’innovatività del progetto, la sostenibilità economico-finanziaria e la fattibilità tecnica.

Un punto da monitorare con attenzione riguarda l’entrata in vigore delle nuove regole: il decreto è datato 13 luglio 2026 ed è stato pubblicato sul sito del MIMIT il 2 settembre 2026, ma il relativo comunicato risulta ancora in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. È quindi opportuno distinguere tra la misura Smart&Start, che resta aperta e operativa, e le modifiche del nuovo decreto, la cui piena efficacia va verificata alla luce della pubblicazione in Gazzetta e dei successivi aggiornamenti applicativi di MIMIT e Invitalia.

Vantaggi e opportunità di Smart&Start Italia 2026

Per le startup innovative, Smart&Start rappresenta una delle poche misure italiane capaci di combinare un finanziamento a tasso zero fino al 90% con la possibilità di trasformare parte del debito in contributo a fondo perduto. L’estensione del tutoraggio a 36 mesi offre inoltre un supporto gestionale più prolungato nelle fasi di crescita dell’impresa, mentre le premialità per i progetti sviluppati con incubatori e organismi di ricerca favoriscono le sinergie con l’ecosistema dell’innovazione.

Criticità e aspetti da considerare

Accanto alle opportunità, restano alcuni elementi da valutare con attenzione: l’incertezza sulla piena efficacia delle nuove regole fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la necessità di verificare puntualmente il possesso dello status di startup innovativa secondo la nuova definizione di PMI, e il nuovo obbligo di conformità assicurativa contro gli eventi catastrofali, che richiede una verifica preventiva prima di presentare la domanda.

FAQ: Domande Frequenti su Smart&Start Italia 2026

Cos’è Smart&Start Italia?
È l’incentivo del MIMIT, gestito da Invitalia, dedicato al sostegno della nascita e dello sviluppo delle startup innovative in Italia, con finanziamenti a tasso zero fino a 1,5 milioni di euro.

Cosa cambia con il decreto MIMIT del 13 luglio 2026?
Il decreto aggiorna la platea dei beneficiari secondo la nuova definizione di startup innovativa, estende il tutoraggio alle imprese fino a 36 mesi, semplifica la valutazione dei business plan e introduce l’obbligo della polizza catastrofale tra i requisiti di accesso.

Chi può richiedere Smart&Start nel 2026?
Le startup innovative micro, piccole e medie con sede in Italia, le persone fisiche che intendono costituire una startup e le imprese straniere disposte ad aprire una sede operativa in Italia.

Qual è l’importo massimo finanziabile con Smart&Start?
Sono ammessi piani d’impresa compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.

Qual è la percentuale di copertura del finanziamento a tasso zero?
L’80% delle spese ammissibili, che sale al 90% per startup femminili, giovanili o con dottori di ricerca rientrati dall’estero.

Cos’è la polizza catastrofale richiesta da Smart&Start?
È l’obbligo assicurativo contro i danni provocati da calamità naturali ed eventi catastrofali, ora incluso tra i requisiti verificati ai fini dell’accesso e dell’erogazione delle agevolazioni.

Quanto dura il tutoraggio tecnico-gestionale nel 2026?
È riservato alle imprese costituite da non più di 36 mesi, per un valore di 10.000 euro.

È possibile convertire il finanziamento in contributo a fondo perduto?
Sì, fino al 50% delle somme apportate da investitori o soci nel capitale di rischio, con un limite massimo del 50% dell’intero ammontare delle agevolazioni concesse.

Entro quanto tempo deve essere completato il progetto finanziato?
Entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento con Invitalia.

C’è una scadenza per presentare domanda a Smart&Start?
No, lo sportello è attualmente aperto e le domande si presentano online sulla piattaforma di Invitalia in qualsiasi momento.

Le nuove regole sono già pienamente in vigore?
Il decreto è pubblicato sul sito del MIMIT, ma il comunicato relativo risulta ancora in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: è opportuno verificare gli aggiornamenti applicativi prima di presentare domanda.

Conclusione

Smart&Start Italia 2026 conferma il proprio ruolo di leva strategica per le startup innovative italiane, ma richiede oggi un’attenzione maggiore ai requisiti di accesso: dalla corretta qualifica di PMI secondo la nuova disciplina, al rispetto degli obblighi assicurativi contro gli eventi catastrofali. Per le imprese che intendono presentare domanda, muoversi con un business plan solido e una verifica preventiva della conformità normativa può fare la differenza tra un’istruttoria rapida e un rallentamento della pratica.

Sofia Consulting affianca startup e PMI innovative nella valutazione dei requisiti, nella costruzione del business plan e nella verifica degli adempimenti richiesti da Smart&Start Italia.

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Fonte di riferimento: Smart & Start agevolazione imprese