Fondo Deindustrializzazione: incentivo dal 28 settembre 2026

Fondo di contrasto alla deindustrializzazione: guida completa all’incentivo per le imprese di Lazio e Marche

Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione è tornato al centro dell’attenzione delle imprese manifatturiere di Lazio e Marche dopo l’annuncio di una nuova finestra temporale per la presentazione delle domande. Promosso dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e gestito da Invitalia, l’incentivo mette a disposizione 120 milioni di euro per sostenere investimenti produttivi in territori storicamente segnati da processi di deindustrializzazione. In questo articolo analizziamo in dettaglio cos’è il Fondo, chi può accedervi, quali spese sono ammesse e con quali tempistiche presentare la domanda.

Cos’è il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione

Il Fondo sostiene gli investimenti per il potenziamento e la riqualificazione di unità produttive manifatturiere già esistenti, attraverso l’ammodernamento e l’ampliamento finalizzati all’innovazione di prodotto e di processo. Rientrano nel perimetro agevolabile anche:

  • le innovazioni tecnologiche e i progetti di digitalizzazione dei processi produttivi;
  • gli investimenti immateriali;
  • la conversione di attività produttive a significativo impatto ambientale verso modelli di maggiore sostenibilità ambientale ed economica.

Accanto al sostegno alle attività esistenti, il Fondo finanzia anche l’avvio di nuove unità produttive manifatturiere nei territori di competenza dei consorzi industriali coinvolti.

A chi si rivolge il Fondo: i requisiti delle imprese

La misura si rivolge alle imprese manifatturiere, già insediate oppure che intendono insediarsi, nei Comuni appartenenti ai consorzi industriali di Lazio e Marche. Per accedere all’agevolazione, le imprese devono possedere alcuni requisiti essenziali:

  • essere regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese;
  • non trovarsi in stato di liquidazione, fallimento o altra procedura concorsuale;
  • non essere soggette a procedura di fallimento o di concordato preventivo alla data di presentazione della domanda.

Questi requisiti servono a garantire che le risorse pubbliche vengano destinate a imprese effettivamente operative e in grado di realizzare l’investimento programmato.

La nuova data di avvio: dal 28 settembre 2026

La notizia principale riguarda il differimento della data di apertura dello sportello. L’avvio, inizialmente previsto per il 31 agosto 2026, è stato posticipato al 28 settembre 2026 con un apposito Avviso pubblico emanato dal Dipartimento per le politiche di coesione. Le imprese interessate devono quindi ricalibrare la propria tabella di marcia, sfruttando il tempo aggiuntivo per completare la documentazione e affinare il piano di investimento.

Un aspetto importante da non trascurare: la registrazione online nell’area riservata, sezione Anagrafica e deleghe, è già possibile dalle ore 12:00 del 31 luglio 2026, indipendentemente dalla data di apertura effettiva dello sportello per l’invio delle domande. È bene però sapere che questa procedura di registrazione anticipata non consente l’accesso alla pre-compilazione della domanda e non attribuisce alcuna priorità nell’assegnazione del protocollo in fase di presentazione: resta comunque un passaggio utile per familiarizzare con la piattaforma prima dell’apertura dello sportello.

Dotazione finanziaria e ripartizione delle risorse

Il Fondo dispone di una dotazione complessiva di 120 milioni di euro, suddivisa tra i territori di competenza dei consorzi industriali coinvolti. La tabella seguente riepiloga la ripartizione delle risorse.

Consorzio / Ambito territoriale Dotazione
Consorzio industriale del Lazio (totale) 100 milioni di euro
  ↳ ex Consorzio per lo sviluppo industriale del Lazio Meridionale 20 milioni di euro
  ↳ ex Consorzio per lo sviluppo industriale del Sud Pontino 20 milioni di euro
  ↳ ex Consorzio per lo sviluppo industriale Roma-Latina 20 milioni di euro
  ↳ ex Consorzio per lo sviluppo industriale di Frosinone 20 milioni di euro
  ↳ ex Consorzio per lo sviluppo industriale della Provincia di Rieti 20 milioni di euro
Consorzio Piceno Consind (Marche) 20 milioni di euro

Questa suddivisione per singolo ambito territoriale è un elemento strategico da tenere in considerazione: le risorse non sono un unico plafond nazionale, ma dotazioni distinte per consorzio, il che significa che la pressione della domanda può variare sensibilmente da un’area all’altra.

A quanto ammonta l’agevolazione e quali spese sono finanziabili

Il Fondo eroga un contributo in conto capitale, quindi a fondo perduto, non superiore al 100% delle spese ammesse. L’importo massimo concedibile a ciascuna impresa è pari a 300.000 euro, nel rispetto dei limiti previsti dal Regolamento de minimis dell’Unione Europea.

Sono finanziabili gli investimenti da realizzare presso la sede dell’attività manifatturiera proposta, in particolare:

  • acquisto di macchinari, impianti, arredi e attrezzature nuovi di fabbrica;
  • beni immateriali funzionali al progetto di investimento;
  • opere murarie e opere impiantistiche e strumentali inerenti agli ambiti di intervento previsti dal bando.

Il regime de minimis impone alle imprese di monitorare l’ammontare complessivo degli aiuti pubblici ricevuti nell’arco del triennio fiscale di riferimento, poiché esiste un tetto massimo cumulabile per singola impresa. È quindi opportuno verificare preventivamente la propria “capienza” residua prima di presentare domanda.

Periodo di ammissibilità delle spese

Sono ammesse alle agevolazioni le spese sostenute in un arco temporale molto ampio: dall’8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028. Questo significa che anche investimenti già avviati o parzialmente realizzati in questo intervallo possono, in linea di principio, rientrare nel perimetro agevolabile, un elemento che amplia notevolmente la platea di progetti potenzialmente finanziabili.

Come e quando presentare la domanda

Le domande di agevolazione potranno essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma informatica dedicata messa a disposizione da Invitalia. Ecco la sequenza operativa da seguire:

  1. Dal 31 luglio 2026, ore 12:00: apertura della registrazione online nell’area riservata, sezione Anagrafica e deleghe (secondo le indicazioni della Guida alla registrazione);
  2. Dal 28 settembre 2026, ore 12:00: apertura effettiva dello sportello per la presentazione delle domande;
  3. Fino al 28 novembre 2026, ore 12:00: termine ultimo per l’invio delle domande.

Tra la registrazione e l’apertura dello sportello intercorrono quasi due mesi: un tempo che le imprese dovrebbero utilizzare per predisporre il business plan, raccogliere la documentazione tecnico-economica e, se necessario, farsi affiancare da un consulente esperto in bandi e incentivi. Va ricordato che la registrazione anticipata non garantisce alcuna priorità in fase di protocollazione della domanda: a contare, una volta aperto lo sportello, sarà la tempestività e la correttezza formale dell’invio.

Vantaggi e opportunità per le imprese manifatturiere

Il Fondo rappresenta un’opportunità concreta per diverse tipologie di impresa:

  • Contributo a fondo perduto: a differenza di molte misure basate su finanziamenti agevolati, qui il contributo non va restituito;
  • Copertura fino al 100% delle spese ammesse, una percentuale particolarmente elevata rispetto ad altri strumenti nazionali;
  • Ampio ventaglio di spese finanziabili, dai macchinari ai beni immateriali fino alle opere murarie;
  • Attenzione alla sostenibilità, con possibilità di finanziare la conversione di attività ad alto impatto ambientale;
  • Ampio orizzonte temporale delle spese ammissibili, che consente di pianificare investimenti pluriennali;
  • Focus territoriale mirato, che riduce la concorrenza rispetto a bandi a platea nazionale.

Criticità e aspetti da considerare

Accanto ai vantaggi, è bene tenere presenti alcuni elementi di attenzione:

  • Il perimetro geografico è circoscritto ai territori comunali di competenza dei consorzi industriali indicati: è indispensabile verificare che la sede dell’investimento rientri effettivamente in tali aree;
  • Il tetto di 300.000 euro per impresa e il vincolo de minimis possono risultare stringenti per investimenti di grandi dimensioni;
  • La ripartizione delle risorse per singolo consorzio implica che, in caso di forte afflusso di domande su un determinato ambito, le risorse locali potrebbero esaurirsi prima di altre;
  • La registrazione anticipata non dà priorità nel protocollo: occorre comunque essere pronti e tempestivi il giorno di apertura effettiva dello sportello;
  • Trattandosi di una procedura telematica con finestra temporale definita, un errore o un ritardo nella compilazione può compromettere l’accesso all’incentivo.

FAQ: Domande Frequenti sul Fondo di contrasto alla deindustrializzazione

Cos’è il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione?

È un incentivo nazionale, promosso dal Dipartimento per le politiche di coesione e gestito da Invitalia, che sostiene il potenziamento, la riqualificazione e l’apertura di nuove unità produttive manifatturiere nei territori dei consorzi industriali di Lazio e Marche.

Quando riparte l’incentivo?

Lo sportello per la presentazione delle domande riapre dalle ore 12:00 del 28 settembre 2026, dopo il posticipo rispetto alla data originaria del 31 agosto 2026.

Chi può richiedere il contributo?

Possono accedere le imprese manifatturiere regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese, non in stato di liquidazione, fallimento o concordato preventivo, che potenziano insediamenti esistenti o intendono aprirne di nuovi nei territori dei consorzi industriali di Lazio e Marche.

Qual è l’importo massimo del contributo?

Il contributo in conto capitale può coprire fino al 100% delle spese ammesse, con un massimo di 300.000 euro per impresa, nel rispetto del Regolamento de minimis.

Quali spese sono finanziabili?

Sono finanziabili macchinari, impianti, arredi e attrezzature nuovi di fabbrica, beni anche immateriali, opere murarie e opere impiantistiche e strumentali, purché realizzati presso la sede dell’attività manifatturiera proposta.

Quali spese sono ammissibili dal punto di vista temporale?

Sono ammissibili le spese sostenute tra l’8 maggio 2024 e il 31 dicembre 2028, un intervallo temporale molto ampio che consente di includere anche investimenti già in corso.

Come si presenta la domanda?

La domanda va presentata esclusivamente tramite la piattaforma informatica dedicata di Invitalia, dopo essersi registrati nell’area riservata, sezione Anagrafica e deleghe. La registrazione è aperta dal 31 luglio 2026.

Entro quando bisogna presentare la domanda?

Le domande possono essere inviate dalle ore 12:00 del 28 settembre 2026 fino alle ore 12:00 del 28 novembre 2026.

La registrazione anticipata dà priorità nella domanda?

No. La registrazione online effettuata a partire dal 31 luglio 2026 non consente l’accesso alla pre-compilazione della domanda e non attribuisce alcuna priorità nell’assegnazione del protocollo in fase di presentazione.

Quante risorse sono disponibili per il Lazio e per le Marche?

Il Lazio dispone di 100 milioni di euro complessivi (ripartiti tra cinque ex consorzi provinciali da 20 milioni ciascuno), mentre le Marche, tramite il Consorzio Piceno Consind, dispongono di 20 milioni di euro.

Il contributo va restituito?

No, si tratta di un contributo in conto capitale, quindi a fondo perduto, e non di un finanziamento da rimborsare.

Cosa succede se le risorse di un consorzio si esauriscono prima della chiusura dello sportello?

Poiché le dotazioni sono ripartite per singolo consorzio, è possibile che le risorse destinate a un determinato ambito territoriale si esauriscano prima della scadenza generale: per questo è consigliabile presentare la domanda il prima possibile dopo l’apertura dello sportello.

Conclusione

Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione rappresenta una leva concreta per le imprese manifatturiere di Lazio e Marche che vogliono investire in territori spesso trascurati dai grandi flussi di investimento privato. Con una dotazione complessiva di 120 milioni di euro, un contributo a fondo perduto fino a 300.000 euro per impresa, un ampio ventaglio di spese finanziabili — dai macchinari alle opere murarie, fino alla digitalizzazione e alla conversione sostenibile — e un lungo orizzonte temporale delle spese ammissibili, la misura merita un’attenta valutazione da parte di chi ha in cantiere progetti di potenziamento, riqualificazione o apertura di nuovi insediamenti produttivi. Il posticipo al 28 settembre 2026 offre alle imprese un margine di tempo prezioso per prepararsi al meglio: business plan solido, documentazione completa e tempestività nella presentazione della domanda saranno i fattori decisivi per accedere alle risorse.

Se stai valutando un investimento produttivo in Lazio o nelle Marche e vuoi verificare la tua idoneità al Fondo di contrasto alla deindustrializzazione, un supporto specialistico può fare la differenza nella costruzione della pratica e nella massimizzazione delle probabilità di successo.

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Fonte di riferimento: Invitalia – Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026