Case del Made in Italy: la rete territoriale che avvicina lo Stato alle imprese
Le Case del Made in Italy rappresentano oggi uno dei progetti più concreti messi in campo dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) per rafforzare il legame tra amministrazione pubblica e tessuto produttivo. Presentato a Palazzo Piacentini, il primo bilancio dell’iniziativa racconta una rete che, in poco più di due anni, è passata da un unico presidio a Torino a 27 sedi operative distribuite su tutto il territorio nazionale. Un percorso che, secondo il ministro Adolfo Urso, dà concretezza alla scelta di mettere l’impresa al centro dell’azione ministeriale, avvicinando lo Stato ai territori e soprattutto alle piccole e medie imprese.
Cosa sono le Case del Made in Italy
Le Case del Made in Italy nascono dalla riorganizzazione degli ex Ispettorati territoriali del Ministero. Non si tratta quindi di nuove strutture create dal nulla, ma di una trasformazione di uffici già esistenti, realizzata senza nuove assunzioni e valorizzando personale e competenze già presenti nell’amministrazione. Questo aspetto è rilevante perché dimostra come l’efficientamento dei servizi pubblici alle imprese non richieda necessariamente investimenti straordinari, ma piuttosto una riorganizzazione intelligente delle risorse disponibili.
Il progetto è partito nell’aprile 2024 con l’apertura della prima sede a Torino. Da allora la rete si è progressivamente estesa fino a raggiungere, con l’inaugurazione della sede di Cagliari il 24 luglio 2026, quota 27 presìdi attivi in tutta Italia.
Le quattro direttrici di attività
L’azione delle Case del Made in Italy si sviluppa lungo quattro assi principali:
- Diffusione delle politiche e degli strumenti del Mimit presso le imprese del territorio;
- Raccordo con l’ecosistema produttivo e dell’innovazione locale, comprese associazioni di categoria, sistema camerale e istituzioni;
- Raccolta delle esigenze delle imprese, per orientare in modo più efficace le politiche industriali;
- Servizi diretti di informazione, orientamento e accompagnamento agli strumenti ministeriali, dagli incentivi alle agevolazioni per l’internazionalizzazione.
I numeri del primo bilancio
Il dato più significativo riguarda il volume di richieste gestite: oltre 31 mila nel corso del 2025. Ancora più interessante è il dato sui tempi di risposta: nei primi quattro mesi del 2026, quasi nove pratiche su dieci sono state evase direttamente dalle strutture territoriali nell’arco di una sola giornata. Un indicatore di efficienza che segnala come il modello organizzativo stia progressivamente maturando.
Cambia anche la composizione di chi si rivolge alle Case. Nel 2025 le imprese rappresentavano il 68,4% dei soggetti che si sono rivolti alla rete; nel primo quadrimestre del 2026 questa quota è salita all’85,8%, segno di un progressivo consolidamento del ruolo delle Case come punto di riferimento specifico per il mondo produttivo.
| Indicatore | 2025 | Primi 4 mesi 2026 |
|---|---|---|
| Richieste gestite | Oltre 31.000 | — |
| Quota richieste evase in un giorno | — | ~90% |
| Quota soggetti “impresa” | 68,4% | 85,8% |
| Iniziative promosse | 500 | ~400 |
| Persone coinvolte | Oltre 45.000 | Oltre 30.000 |
| Presenza in eventi fieristici nazionali | — | 16 |
Il ruolo delle fiere e degli accordi con il sistema fieristico
Un capitolo importante del bilancio riguarda il rafforzamento della presenza delle Case nelle principali manifestazioni fieristiche italiane. Questo risultato si inserisce nell’ambito del protocollo triennale siglato dal Mimit con AEFI e IT-EX e degli accordi sottoscritti con Fondazione Fiera Milano, Fiera Milano e Veronafiere. Nei primi quattro mesi del 2026 le Case sono state presenti in 16 eventi fieristici nazionali, portando il Ministero direttamente nei luoghi dove le imprese incontrano buyer, investitori e nuovi mercati.
Come ha sottolineato il ministro Urso, le fiere costituiscono una leva fondamentale della politica industriale: è in questi contesti che le imprese costruiscono relazioni internazionali e rafforzano la propria competitività, in particolare le piccole e medie imprese che da sole faticano a presidiare i grandi eventi di settore.
Vantaggi e opportunità per le imprese
Per una PMI, avere un presidio territoriale del Ministero significa poter contare su un interlocutore fisico e accessibile per orientarsi tra incentivi, bandi, strumenti di sostegno e opportunità di internazionalizzazione. Tra i principali vantaggi:
- Riduzione dei tempi di risposta alle richieste informative;
- Maggiore prossimità territoriale rispetto agli uffici centrali;
- Accesso facilitato a eventi, fiere e occasioni di networking;
- Supporto nell’individuazione degli strumenti Mimit più adatti alla propria impresa;
- Un punto di raccordo tra impresa, sistema camerale, associazioni di categoria e ICE.
Criticità e aspetti da monitorare
Come per ogni rete in fase di espansione, restano alcuni aspetti da osservare nel tempo: la capacità di mantenere standard di qualità omogenei su tutto il territorio, l’effettiva integrazione con gli altri attori dell’ecosistema (Regioni, Camere di Commercio, associazioni) e la sostenibilità del modello mano a mano che aumenta il numero di richieste gestite. Il fatto che la rete sia stata costruita senza nuove assunzioni è un punto di forza in termini di efficienza, ma richiederà attenzione nel medio periodo per evitare sovraccarichi sul personale coinvolto.
FAQ: Domande Frequenti su Case del Made in Italy
Cosa sono le Case del Made in Italy?
Sono la rete territoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nata dalla riorganizzazione degli ex Ispettorati territoriali, con funzioni di informazione, orientamento e accompagnamento agli strumenti del Mimit per imprese e territori.
Quante Case del Made in Italy ci sono in Italia?
Al momento del bilancio presentato ad agosto 2026, sono operative 27 sedi in tutta Italia, l’ultima delle quali inaugurata a Cagliari il 24 luglio 2026.
Quando sono nate le Case del Made in Italy?
Il progetto è partito nell’aprile 2024 con l’apertura della prima sede a Torino.
Quali servizi offrono le Case del Made in Italy alle imprese?
Offrono servizi di informazione, orientamento e accompagnamento agli strumenti del Mimit, oltre a iniziative di diffusione delle politiche industriali e raccordo con l’ecosistema produttivo locale.
Quante richieste hanno gestito le Case del Made in Italy nel 2025?
Nel 2025 le Case hanno gestito oltre 31 mila richieste da parte delle imprese e di altri soggetti del territorio.
In quanto tempo vengono evase le richieste?
Nei primi quattro mesi del 2026, quasi nove richieste su dieci sono state evase direttamente dalle strutture territoriali nell’arco di un solo giorno.
Le Case del Made in Italy hanno comportato nuove assunzioni?
No, la rete è stata realizzata attraverso una riorganizzazione interna, valorizzando personale e strutture già esistenti, senza nuove assunzioni.
Che ruolo hanno le fiere nell’attività delle Case del Made in Italy?
Le Case sono presenti nelle principali manifestazioni fieristiche nazionali grazie ad accordi con AEFI, IT-EX, Fondazione Fiera Milano, Fiera Milano e Veronafiere, per favorire l’incontro tra imprese, buyer e investitori.
Chi può rivolgersi alle Case del Made in Italy?
Principalmente le piccole e medie imprese, che nel primo quadrimestre 2026 hanno rappresentato l’85,8% dei soggetti che si sono rivolti alla rete, oltre a cittadini e altri operatori economici.
Come si inseriscono le Case del Made in Italy nella politica industriale del Governo?
Rappresentano lo strumento con cui il Ministero intende rendere lo Stato più vicino ai territori e alle imprese, offrendo un punto di accesso diffuso agli strumenti di sostegno e alle opportunità di internazionalizzazione.
Conclusione
Il primo bilancio delle Case del Made in Italy conferma la solidità di un modello costruito senza nuove risorse ma con un forte investimento organizzativo: 27 presìdi, oltre 31 mila richieste gestite e tempi di risposta sempre più rapidi. Un progetto che, integrandosi con il sistema fieristico e con gli attori del territorio, punta a diventare un riferimento stabile per le PMI italiane nei prossimi anni.
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Fonte di riferimento: Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Comunicato stampa ufficiale
